ARTICOLO DE "IL CORRIERE DELLA SERA"

di Alessandra Dal Monte



Vengo da un paese – Lonigo, Vicenza – in cui le dinamiche relazionali sono abbastanza lineari. Ci si piace, si esce qualche volta, se tutto fila liscio ci si mette insieme. Magari dura un mese, ma in quel periodo la ragazza e il ragazzo non hanno paura di dire che sono «morosi».

Ecco, a Milano le cose sono un pochino diverse. Tanto per cominciare, l’espressione «stare insieme» non esiste. Al massimo «ci si vede». Di conseguenza nessuno ti dirà mai «sei la mia ragazza»: se ti va bene, sarai «la tipa» che lui sta frequentando.


Se ti va bene. Perché di solito va male.

C’è quello che la seconda sera ti porta a cena con gli amici d’infanzia, ripetendoti di continuo: «Ma perché non ti ho incontrato prima?». Tu sorridi e pensi di aver finalmente trovato un ragazzo normale, uno che non ha paura di far vedere quanto gli piaci. Peccato che dopo la terza uscita il ragazzo normale svanisca nel nulla. Se lo chiami risponde, e ti dice: «Scusa, è che mi lancio troppo all’inizio, ma poi mi tiro indietro».

C’è anche quello che ti riempie di messaggi: ti scrive «Buongiorno» e «Buonanotte», ti chiede cosa fai a tutte le ore. Ti fa sentire al centro dei suoi pensieri, ma non ha mai tempo di vederti: tra palestra, amici, partita non trova un momento. E quando sta a casa preferisce dormire: «Sai, io domani mi alzo presto».

Poi c’è quello con cui sembra tutto a posto. Grande intesa, messaggi e chiamate. Il problema è che non va bene solo con te: anche con la fidanzata storica, che non intende mollare. E c’è l’amico con cui avverti la scintilla: cinema, cene, chiacchierate. Lui ti riempie di complimenti e attestati di stima. Ma non ci prova mai e va in vacanza con un’altra. Poi c’è quello che al primo appuntamento confessa: «Sognavo da secoli di uscire con te». Ma a fine serata, anziché chiederti «Quando ci rivediamo?» ti dice «Keep in touch». Sì, proprio «keep in touch». Dopodiché si dilegua.

C’è pure quello che si è già dileguato. E a un paio di mesi dalla sparizione ti suona il campanello a metà pomeriggio: «Passavo di qua, mi offri un caffè?». Il caso classico, poi, è quello delle uscite che si protraggono per mesi senza un crescendo: nessun «Mi piaci», nessun «Sto bene con te». Solo qualche serata, con in mezzo tanti silenzi.

Insomma, in questa città esprimere sentimenti sembra vietato: si passerebbe per l’appiccicoso/a di turno. Sopravvive solo chi si chiude a riccio, chi finge disinteresse, chi gioca al ribasso.


Sia chiaro: questo non è un j’accuse contro gli uomini. Ci comportiamo tutti allo stesso modo, ragazze incluse. E finisce che, pur di non farci male, se incontriamo qualcuno che ci piace non glielo dimostriamo.

Ma perché a Milano le relazioni sono così difficili?


È la conseguenza della bulimia di incontri che la città offre? È perché, convinti di avere mille possibilità a disposizione, continuiamo a cercare quello che non abbiamo?

Oppure il problema è che non ci mettiamo mai in gioco perché siamo troppo spaventati? Forse temiamo di essere criticati, delusi, abbandonati. E allora non facciamo alcuno sforzo né alcun passo, così possiamo raccontarci che «tanto non ci abbiamo messo impegno».

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Risposte a questa discussione

Trovare qualcuno che ti piaccia a 360 ° non è molto facile.

Trovare qualcuno che invece ti piace a  180° o a 90° è molto piu semplice , ma alla fine è poco duraturo.

Sentirsi dire N  volte " guarda non mi interessi " o " ci siamo fraintesi " o " non sei/hai quello che cerco " non stimola più a cercare assiduamente, ma ti lascia in uno stato di attesa perenne , sperando che la fortuna prima o poi arrivi;

 l'IMPORTANTE però è continuare a CREDERCI e far girare la ruota . Prima o poi si fermerà dove vuoi te.

Dopodichè, sarò molto franco , io di ragazze / donne che valgano veramente la pena ne ho incrociate davvero poche, ma forse è solo sfortuna, o forse sono proprio io che non vado bene per il tipo di persona che cerco.

Proverò a cambiare città chissà che non sia la volta buona......

Condivido a 360° quanto detto da Peter Pan :-) preparo le valigie...

Troppo bella divertentissima mi fa sorridere e anche no per chi ci soffre!!!

Difficile dare un'unica risposta per tutto, forse ognuno cerca qualcosa e molto spesso non combacia con la ricerca dell'altro e anche l'educazione può fare la differenza sul come trattare certe situazioni? Poi ancora è più facile accampare scuse, sparire piuttosto che affrontare la situazione direttamente? Magari pochi hanno voglia di giustificare decisioni motivi? forse anche le abitudini di questa città che viaggia a 1000km/h possono influenzare i nostri atteggiamenti?E chissà quante ancora!!! 

Relax è la parola che mi viene da esclamare!...me lo sono suggerito da solo, comincerò a cercarlo subito buon pisolino a tutti!!! :-)))

Ho dimenticato di aggiungere una cosa...

Mi sono fidanzato sempre e solo a Milano...missione possibilissiama è!!!! :-)

Concordo Moritz!!

Sono d accordo , Milano è una città invivibile , dove i rapporti interpersonali sono molto difficili ...e ..non vedo l ora di andarmene !!

condivido in pieno e anch'io non vedo l'ora di andarmene!

Milano è fredda...non saluti il vicino di casa che sale in ascensore o se lo fai trascorri in un silenzio imbarazzato quei pochi secondi guardando il numero del piano sperando che arrivi presto il momento di salutarlo...

è vero è così e tutto questo si ripercuote a tutti i livelli....

Uff... Mi sto deprimendo
Ora mi metto a piangereeeee
Speravo che qlc mi dicesse che mi sbagliavo
Che tutto questo finirà
Che ... Ma che ne soooooo
Mannaggia a me che ho pubblicato sto articolo da internet...
Una napoletana a Milano nn può lasciarsi sopraffate MAI! OOOOOOOHHH !
io saluto le persone in ascensore e tengo il portone alle vecchiette ... E quando mia mamma mi viene a trovare...se la lascio 5min da sola... La ritrovo a parlare con tutto il vicinato ...
Io ci voglio credere
Sta città nn mi può gelare il sangue e il cuore :-\

Io non ho problemi a salutare il vicino di casa o la vicina, a parte determinati personaggi che sono dei grandissimi rompi ....., anzi mi è dispiaciuto quando ho cambiato casa e mi sono trasferito da un condominio di 64 famiglie ad uno con 8 famiglie. Prima incontravo sempre un sacco di gente sull'ascensore adesso quasi mai nessuno. Ci sono poi realtà abitative che somigliano più a paesi che a condomini , quello dove ho una casa io a rogoredo organizza anche feste tra condomini o cene , poi ci sono i cohousing che sono sempre più diffusi.

Ma parte questi esempi non mi sembra poi che siamo messi cosi male il problema è che siamo troppi ed è anche un periodo problematico e questo rende le persone ancora più diffidenti, distaccate  e fredde.

Quello che io trovo abbastanza demotivante è l'atteggiamento di certe donne che sembrano partecipare sempre a speed dating e che ti fanno fuori senza darsi nemmeno la pena di conoscerti meglio, tanto la grande mela offre migliaia di opportunità.

Cara simo 65, purtroppo devo darti ragione.Non solo, ma l'ambiente va peggiorando con il tempo. Sento dire dai miei allievi che invece loro, fra i 20 e i 25, si divertono e conoscono nel brutto mo(n)do delle discoteche. E fanno anche altro.

Certo la qualità - per chi conosca anche poco quell'ambiente- è minima, per non dir di peggio, ma loro si contentano. Però i contatti più pregevoli li tessono e li cercano altrove, probabilmente nei luoghi di origine, in regione o fuori. Ma qui. . .

Ciao, Ugo

Io credo che lo stile di vita di Milano incida notevolmente sulle relazioni , non solo quelle sentimentali ma amicali in genere .E forse perché sono già orientata , l idea del trasferimento non mi sembra affatto malvagia !

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